Il conflitto tra le competenze dei Giudici dello stato e quelli feudali nella Milano spagnola.
mz-pergamena coeva con ancoli e titolo calligrafato al dorso.
, 4 cc-nn. 304 pp.DESCRIZIONE
Di grande interesse questo trattato del giurista tortonese Gatti , analizza le controversie e le competenze territoriali e legali tra i giudici dei feudi (iudices pheudorum) e i giudici delle città dominanti (eos civitatum dominantium). Nel contesto del diritto milanese dell’epoca, l’espressione distingueva le autorità centrali del sovrano o dello Stato (il maggior magistrato, legato anche al celebre decretum de maiori magistratu del 1441 di Filippo Maria Visconti) dai tribunali e dalle giurisdizioni locali o feudali (il minor magistrato). L’opera include in appendice anche una raccolta di decreti antichi sullo stesso tema, configurandosi come una guida pratica e teorica fondamentale per i magistrati del tempo chiamati a risolvere i continui scontri di potere tra feudalità e centralismo statale.
€ 650,00
NOTE SULL’OPERA
NOTE SULL’AUTORE
Giurista, storico e poeta nato a Garbagna, nei pressi di Tortona nel 1675 ed ivi morto nel 1752. Professore nella Università di Pavia prima di Istituzioni e poi di Pandette nel 1712 chiese di essere sostituito per dedicarsi all'Avvocatura a Vienna. Scrisse opere giuridiche, storiche e letterarie
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Riguardo il libro: De Majori, et Minori Magistratu, sive de competentia iurisdictionis inter Iudices Pheudorum, & eos Civitatum Dominantium.
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