La Malavita a Napoli & Usi e Costumi dei Camorristi.
mz-pergamena coeva
, sono 2 tomi in 1 vol. di pp. VIII-293; XV-288.DESCRIZIONE
” De Blasio è conosciuto dal largo pubblico soprattutto per i suoi studi sulla camorra e la malavita a Napoli, che sono stati oggetto di una serie di articoli su riviste dell’epoca e dei seguenti libri: Usi e costumi dei camorristi (1897), Nel paese della camorra (1901), La malavita a Napoli (1905).Il tatuaggio (1905). In questi lavori egli si ispira a quelli che sono i principi della scuola antropologica positiva e sceglie come oggetto di studio la malavita e le classi ”pericolose” analizzate secondo l’ottica della patologia sociale o del disordine mentale, utilizzando i nuovi strumenti scientifici offerti da questa disciplina, con il proposito di separare la parte malata dalla sana della società, di espellere ed emarginare i diversi. Dalle sue opere risulta evidente che la cultura camorristica dei suoi tempi è un prodotto culturale sincretico, che ha assunto come propri valori della cultura popolare napoletana rielaborandoli e adattandoli alle proprie finalità, facendo leva su alcuni elementi della cultura popolare e sui problemi reali delle classi popolari. De Blasio è importante per i suoi lavori, ma soprattutto per il suo impegno di intellettuale e di cittadino che, con gli strumenti e le ideologie della sua epoca, ma con estrema lucidità e chiarezza, è riuscito a denunciare delle condizioni sociali difficilissime, all’interno delle quali quest’organizzazione criminale si è affermata come una società parallela a quella ufficiale, in grado non solo di esercitare il monopolio della violenza ma di sottrarlo allo stato “. C.f.r. Ranisio. Abele de Blasio e l’Antropoligia Criminale.
€ 220,00
NOTE SULL’OPERA
NOTE SULL’AUTORE
Antropologo napolentano nato nel 1858 e morto nel 1945. Si laureò in medicina a Napoli, dove esercitò la professione, oltre a specializzarsi in chimica farmaceutica e scienze naturali, interessandosi di botanica, antropologia, criminologia, paletnografia e etnologia. Fu allievo di Giustiniano Nicolucci e seguace delle teorie di Cesare Lombroso. Insegnò all'Università di Napoli antropologia generale, ed ebbe le cattedre di antropologia pedagogica e di ortofrenia. Collaborò all'allestimento del Museo di Antropologia, fondò una scuola pedagogica e un ufficio antropometrico. Fu inoltre autore di studi sulle località in cui era nato.
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Riguardo il libro: La Malavita a Napoli. Ricerche di Sociologia Criminale. SEGUE UNITO dello stesso AUTORE: Usi e Costumi dei Camorristi. Con Prefazione di Cesare Lombroso.
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