Il "De Antiquitate Temporis" del piemontese Cravetta.
piena pergamena coeva con titolo calligrafato al dorso, un poco ritirata.
, 48 cc-nn. 350 carte-num. (mal cif. 352) più 1a c.colophon, 1a c.b.DESCRIZIONE
Trattato di diritto processuale del clebre giurista piemontese Cravetta, si occupa delle prove, degli atti giudiziali, extragiudiziali, della prescrizione e del diritto feudale. In fine una questione di diritto matrimoniale che interpreta gli Statuti di Ferrara.
€ 280,00
NOTE SULL’OPERA
NOTE SULL’AUTORE
Giurista piemontese nato a Savigliano nel 1504 e ivi morto nel 1569. Insegnò dapprima a Torino; fu giudice a Cuneo, esercitò poi l'avvocatura presso il senato torinese; nel 1538 si ritirò a Grenoble. Insegnò pure brevemente ad Avignone, quindi a Ferrara, chiamatovi dal duca quale consigliere, a Pavia, a Mondovì. Lasciò dei Consilia (1545) e, tra l'altro, un trattato De antiquitate temporum (1550). Il figlio Giovanni Francesco (Savigliano 1547 - Torino 1611) fu primo presidente del senato di Torino.
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Riguardo il libro: Tractatus de Antiquitate Temporis. Omnia summa fide recognita, Argumentis, Summariis, ac Indice iamiam illustrata
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